Giancarmine Di Matola
Death Center
Lavoro di notte in un call center per malati terminali, noi lo chiamiamo death center così lo esorcizziamo un po’. Il nostro numero verde è munito di una fonìa interattiva che permette al cliente di parlare con l’operatore addetto per quella patologia.
…Premere uno se sei malato terminale di AIDS…
…Premere due se sei malato terminale di Alzheimer…
…Premere tre se sei malato terminale di leucemia…
…Premere quattro se sei malato terminale di cancro alla prostata, polmoni, cervello…
…Premere cinque se sei malato terminale di cancro al colon, fegato, pancreas…
…
Questo mese sto ai malati di leucemia mentre il mese scorso stavo ai malati di Alzheimer. Ogni mese ci cambiano postazione e patologia, lo fanno per variare le attività e per non farci affezionare troppo ai clienti. Il mio compito è di accogliere e registrare le chiamate: per ogni cliente compilo una scheda con i suoi dati, la patologia e il motivo della richiesta, dopodiché trasferisco la chiamata al medico specialista di turno. Ma questo era all’inizio, col tempo tutto è cambiato. Eravamo partiti con cinque specialisti per il turno di notte, poi, con il contenimento delle spese e la riduzione del personale, siamo passati a due soli specialisti. Loro dormono per tutta la notte e quando li chiamo per una richiesta di aiuto mi dicono di sbrigarmela da solo perché non sono pagati abbastanza per questo lavoro. Allora ci siamo attrezzati da soli; grazie all’esperienza maturata negli anni, abbiamo creato un manuale per ogni tipo di patologia, una sorta di vademecum del pronto intervento.
In questo modo abbiamo associato ad ogni sintomo un farmaco, ad ogni crisi una terapia e siamo noi a fornire le indicazioni:
Tumore ai polmoni: crisi respiratoria – In questi casi applicare al paziente una maschera di ossigeno e somministrare Valium o Rivotril come calmante.
Alzheimer: crisi epilettica e convulsioni - Introdurre a forza un oggetto morbido tra i denti del paziente, poi somministrare via endovena Diazepam o Lorazepam.
Alla fine il nostro lavoro consiste nel drogarli e tenerli buoni e se le cose si aggravano li mandiamo al pronto soccorso. I manuali stanno in uno scaffale insieme ai manuali dei computer e delle stampanti; persone e macchine le trattiamo allo stesso modo, così ci semplifichiamo il lavoro. Prima facevamo da call center per una piccola compagnia telefonica, eravamo agguerriti e combattevamo contro le compagnie più grandi a colpi di tariffe stracciate e servizi integrati. Ma eravamo troppo piccoli per competere e quando le compagnie più grandi cominciarono anche loro ad offrire tariffe scontate iniziò per noi l’emorragia di clienti, finché non li perdemmo tutti e fummo costretti a chiudere. Ci riciclammo quasi subito in una sorta di guardia medica telefonica, avevamo un contratto con il ministero della sanità in cui ci impegnavamo a dare supporto specialistico a tutti i malati terminali di nostra competenza, il ministero ci pagava un tot per ogni paziente tenuto in vita. Ogni operatore aveva una folta lista di persone da gestire, la nostra sopravvivenza dipendeva dalla capacità di tenerle in vita e quando una di loro moriva ci sentivamo morire un po’ anche noi. Questo mese ho circa duecento clienti da gestire, dico circa perché il loro numero cambia continuamente e devo sempre aggiornare i data base. Ripeto le stesse disposizioni cliniche per otto ore a notte a persone che tra un anno al massimo non sentirò più, persone ormai virtualmente morte che hanno ancora la fermezza di impegnarsi in questa specie di passatempo, un diversivo che li tenga con la mente impegnata il più possibile fino alla dipartita, o almeno credo sia questo che si aspettino.
Leucemia Mieloide: In caso di crisi somministrare al paziente Valium o Rivotril per calmare il dolore e contattare un centro cura tumori per una seduta di chemioterapia.
Questo ho consigliato di fare a mia moglie quando mi ha chiamato per l’ennesima crisi della bimba, anche lei malata terminale di leucemia, anche lei una mia cliente. Purtroppo non riesco a dirle altro, neanche a casa riesco a cambiare disco, ormai sono diventato impersonale e distaccato e comunico come un risponditore automatico. Un giorno anch’io mi ammalerò di una malattia incurabile e quel giorno non avrò nessun numero verde da chiamare, quel giorno mi darò da solo tutte le risposte e le sentenze.