Marco ha 35 anni,
è separato, ha una figlia e vive solo.
Marco è solo…
Una volta Marco invitò fuori a cena una splendida ragazza.
Pomeriggio inoltrato,
uno splendido pomeriggio inoltrato.
L’aria è fresca e frizzante, l’estate ormai passata,
ma è piacevole il tramonto, la rilassatezza tipica di chi ha finito di lavorare,
la gradevole sensazione del poter non fare niente.
La spesa per un single è una necessità, ma quella sera Marco, aveva addirittura voglia di farla.
L’idea di scegliere cosine buone per coccolarsi un po' lo allettava, lo faceva sentire importante.
Allora posteggiò il motorino a fianco al supermercato,
lo legò con la catena e slegò il carrello e via fra l’orto-frutta ed i surgelati: brummm!!
Guidò rapido e deciso, i corridoi ormai li conosceva bene.
Era un po' spericolato ma divertito.
Cosi…azz frena!! Frena!! Crash ….
L’incidente fu inevitabile:
si era schiantato contro un carrello che usciva all’improvviso dal corridoio dei cosmetici,
alzò la testa e…
- cavolo-…deglutì…
Ma la rabbia subito si spense…
-Mi scusi- disse, quasi sottovoce,
guardando quel viso così perfetto,
gli occhi neri che parlavano al suo cuore… Un cuore solo ascolta sempre meglio.
-Mi scusi - ripeté, sembrava non sapesse dire niente altro.
E lei, -no scusa tu-, quasi in modo confidenziale
Beh, Marco pensò,-dandomi del tu ha gia buttato giù una barriera-;
e allora …
-Non ti ho rotto niente spero.
Lei sorrise e abbassò un po' la testa,
la classica strategia della timida
Marco capì che la risposta era dai contorni equivoci,
e come dire: continua, continua a corteggiarmi….
-Ti posso accompagnare fino alla cassa … sai per sicurezza, in modo amichevole
sia mai che dopo il colpooo… si sia danneggiato il carrello e tu debba rimanere a piedi,
sarebbe sgradevole a quest’ora...-
Lei, un po' ridendo, ma non troppo, perché erano in mezzo a tanta gente,
disse: -Si dai andiamo, mi fa piacere.-
Marco non ci voleva credere,
le aveva detto di si;
lei era veramente bella;
in fondo erano al supermercato
un posto assurdo per attaccare bottone
era destino si disse –si…si…si e la donna della mia vita ne sono sicuro. -
E in mezzo a tutta la gente che guardava cetriolini, purè liofilizzati,
si avviarono alla cassa.
Ma loro erano soli, si guardavano, parlavano , ridevano
come nei film quando ci sono le scene a rallentatore
ed in prossimità della cassa Marco disse:
-ma perché questa sera non mangiamo una pizza insieme-
E pizza Fu.
Uscirono dal supermercato e legarono i loro carrelli,
uno dentro l’altro,
Marco ormai vedeva il suo destino anche nei carrelli.
Non prese il motorino, quella sera andò a piedi con le sue minuscole borse da single fra le mani.
Camminarono,non molto, lì vicino una pizzeria con i camerieri in piedi che fumavano
e li guardavano con sguardo incazzato, quasi per dire
“Cazzo vogliono 'sti due alle sette e mezza.”
Ma loro non avevano fame,
era il pretesto per stare assieme;
bruciare i tempi
assaporando quel bacio che a questo punto si sapeva che sarebbe arrivato.
Seduti uno fronte all’altro parlavano con euforia di qualunque cosa
Le liste aperte ma di sicura poca importanza in quel momento.
Fino a quando il cameriere disse ..-Avete deciso-
E come succede in quei momenti ci si rende conto di non aver studiato e si rincorre con gli occhi qualcosa di conosciuto ma i nomi delle pizze non sono mai uguali e allora lei furba disse:
-Una margherita…-
E Marco…-Una pizza con prosciutto carciofini e funghi -
Il cameriere..-Capricciosa …-
-AH…si chiama così..-
-Si si chiama così-
Da Bere?
Lei una coca, lui Birra Media
Ritornarono alle loro chiacchiere e tutto sembrava più bello
Si raccontarono gli hobby e coincidevano
Le speranze ed erano in accordo
-Che donna;-
Pensava lui
Lei non so che pensasse
Ma guardava Marco con molto interesse ,
perché lo fissava e il mondo intorno a lei sembrava non interessarle
e Marco ci fa caso a 'ste cose……….
E così fra un sorso di Birra e un trancio di pizza, continuarono la loro cena in questa meravigliosa serata di fine settembre
e lui assaporava già quante di queste sere avrebbero fatto ancora…
Ma , ma Marco comincia a sentirsi la pancia che brontola,
brontola.
-Non è niente,- lui si rassicura, mentre lei parla
ma lui e un po' distratto dal dolorino adesso
E lei queste cose mi sa che le nota, perché gli chiede:- c’è qualche cosa che non va?-
-No assolutamente- le dice ma con una espressione di sofferenza…
mi sa che lo nota dice fra sé.
-Ma mica le posso dire che mi scappa da cagare…
no cazzo non posso dirlo.-
E allora la guarda con aria interessata mentre lei parla del suo lavoro
Ma a Marco a parte la faccia interessata non gli frega niente.
Quel mal di pancia si fa sempre più grande e gli sembra di avere un pallone schiacciato fra la cinta dei pantaloni.
Ma lei parla… parla…
ma quanto parla.
Marco ormai deve accorciare i tempi.
--Marco cazzo! devi accorciare i tempi--
E dice: -Mi sa che non possiamo fare tardi sai…-
-Come mai dice lei,- con un castello che già le crolla nella testa.
Marco: -Mi sono fatto prendere dall’entusiasmo questa sera e mi sono dimenticato che ho un appuntamento telefonico importante, cavolo non posso assolutamente mancare ma se mi lasci il tuo numero io ti chiamo domani…C a m e r i e r e il conto!!!!…Dimmi il numero dimmi-
Così, saluti di circostanza e viaaa di corsa verso il motorino che slega velocemente.
E più veloce che si può a casa .
Apri il portone e su per le scale, che sono sempre le più difficili perché fai movimenti innaturali troppo ampi…..troppo ampi…
La porta di casa l’ultima barriera …
aperta la porta il corridoio,
che viene percorso da Marco movendo le gambe solo dal ginocchio in giù.
…La tazza …
Quasi non fa a tempo a sedersi…..e!!!
Il viso sicuramente più rilassato.
Finalmente un altro sorriso.
Che sembra quello di un bambino piccolo mentre la fa nel pannolone.
E’ nel silenzio di quella casa che Marco lascia finalmente libero sfogo ai suoi pensieri.
Cosi Marco si accorge di essere ancora una volta solo.
…Ho cambiato i nomi ma La storia è realmente accaduta…